La Fiera di San Gennaro
Lo stendardo
ottocentesco con l'insegna di San Gennaro veniva usato come simbolo, il giorno della Fiera
e collocato su un particolare portasta di pietra lavorata, nell'angolo del Palazzo Troisi e
veniva piantonato giorno e notte onde evitare il trafugamento da parte di un Comune vicinore
che in tal modo avrebbe potuto acquisire i diritti di concessione della Fiera stessa.
Gli Irpini ed i Sanniti hanno lasciato l'impronta inderogabile, rispettivamente, della loro
storia, tradizioni, usi.... in un territorio imperniato di molteplici volti storici ed
intrinseco di tradizioni e culture variegate, dove l'alternarsi dei "sapori" storici
armonicamente si intarsia. E, nota determinante di questa cultura che può definirsi
perfettamente "petrurese", è la celebrazione della Fiera di S.Gennaro.
Antico culto di
origine beneventana, che si tramanda da centinaia di anni, ha visto partecipare Petruro nei
festeggiamenti commemorativi del Martire sin dagli inizi del '700, quando il 19 settembre
era:
"...giorno festivo di precetto consacrato alle glorie immortali del celeberrimno Martire
S.Gennajo, Vescovo, Cittadino, e Protettore dell'Illustrissima Città di Benevento..."
La Chiesa Parrocchiale - sotto il titolo di S.Bartolomeo Apostolo - del Castello di Petruro,
già sede di Vicariato Foraneo, festeggiava in loco e partecipava ai riti della Cheisa
Metropolitana: musica a più cori di voci e strumenti, Panegirico, distribuzione di doti in
ducati, concessioni di Indulgenze, venerazione delle Sagre Relique di S.Gennajo,
illuminazioni con apparati e sinfonie che si tenevano nel Portico avanti la "Casa Natalizia"
del Santo, nella città di Benevento, per tre sere, dal 17 al 19 settembre.
E nonostante
l'inspiegabile quanto misterioso interruzione di tali pompe festose in onore del taumaturgo
nella sede Arcivescovile, l'Arciprete dio Petruro continuò negli anni a conservare una
festa tradizionale in onore del suo compatrono. Un secolo più tardi con Decreto Regio ,
Re Ferdinando II testualmente decreta:
"(N.5625) Decreto permettente che il Comune di Petruro in Principato ulteriore possa
ripristinare la celebrazione della fiera dal giorno 16 al 19 settembre di ciascun anno, al
medesimo conceduta fin da 1778 osservate le prescrizioni contenute nella sovrana risoluzione
del di I° di giugno 1826 ( Napoli 2 Ottobre 1839)".
La Fiera istituita per favorire il commercio e l'agricoltura prevedeva in primis la
commercializzazione di ovini e bovini oltre che il vitto, abbigliamento, oggetti rurali
quali attrezzi agricoli di vario tipo. La fiera di carattere prettamente contadino rispetta
pienamente i parametri contenuti nella circolare del cardinale Pacca del 26 marzo 1824, che
prevedeva "La verificazione delle circostanze costituenti la utilità della medesima
dipendentemente dalla bontà delle strade, che al luogo della fiera conducono,
dell'abbondanza dei prodotti commerciabili, ..."
